Tolkien, la Terra di Mezzo e i miti del III Millennio

Copertina

a cura di: Michele DE FEUDIS
Autori: Franco Cardini, Michele De Feudis, Gianfranco De Turris, Stefano Giuliano, Giuseppe Losapio, Francesco Mastromatteo, Leonardo Petrocelli, Marco Respinti, Pierluigi Spagnolo, Manlio Triggiani
Bari, 2002, L'Arco e la Corte
ISBN: n.d.
Br, dim. [hxl]:208x132, pagine: 104, prezzo: € 10,00
Copertina: John Howe



Risvolto di copertina

Alcuni tra i maggiori studiosi italiani di letteratura fantasy, in primis Franco Cardini e Gianfranco de Turris, insieme a giovani scrittori, affrontano e analizzano in questo libro, da un punto di vista anticonformista e differente, lati poco conosciuti del viaggio di Frodo e della Compagnia, insieme al rapporto del Lord of the Rings con i giovani, la cultura italiana e la tradizione europea.
Il testo riunisce gli atti del convegno dal titolo "Tolkien, la Terra di Mezzo e i miti del III Millennio", promosso con il patrocinio dell'Università degli studi di Bari, il 1 marzo 2003, presso la facoltà di giurisprudenza dell'Ateneo barese, e rappresenta un appassionante viatico alla conoscenza del mondo degli hobbit e degli orizzonti tradizionali e spirituali dell'avvincente romanzo dello scrittore e filologo oxoniense.


Indice

    Presentazione
    Nota del curatore
    
    Gianfranco de Turris
    Tolkien e la critica italiana
    
    Pierluigi Spagnolo
    La Fantasia in Tolkien, l'evasione del prigioniero
    
    Leonardo Petrocelli
    Bene e Male in Tolkien
    
    Francesco Mastromatteo
    Tolkien e la risposta dello Spirito
    
    Manlio Triggiani
    Tolkien e la vena sotterranea della Tradizione
    
    Michele De Feudis
    Tolkien tra immaginario giovanile ed ecologia
    
    Marco Respinti
    Quel 25 di marzo...
    per un'apologia della Quarta Era tolkieniana
    
    Intervista al prof. Franco Cardini a cura di Giuseppe Losapio
    Tolkien e la Tradizione Europea
    
    Intervista a Stefano Giuliano a cura di Antonio dall'Igna
    Le radici profonde non gelano.
    Il rapporto tra tradizione e modernità
    
    Breve profilo degli autori

Il commento di Soronel

De Turris apre con il suo saggio su "JRR Tolkien e la Critica Italiana", e approfitta dell'occasione per fare sfoggio del suo consueto rancore e livore nei confronti della Sinistra (la maiuscola è sua); rispetto ai suoi precedenti e numerosi sfoghi sullo stesso argomento, qui c'è una novità: pur senza nominarlo, de Turris attacca infatti per la prima volta L'Anello che non tiene, definendone gli autori "esponenti di una certa subcultura". La frase più bella è: «tutto questo complesso di idee e suggestioni poteva essere capito, apprezzato e valorizzato e fatto proprio soltanto da un pubblico che si era già formato su letture di autori di Destra, ma soprattutto quelli "tradizionali" come Guénon ed Evola». Evidentemente solo una piccola parte della destra neo-tradizionalista italiana ha capito tutto: il resto del mondo apprezza, valorizza e fa proprio Tolkien senza capire perché.

Pierluigi Spagnolo per parlare della Fantasia riprende in parte il discorso già accennato da de Turris sulla ghettizzazione culturale, poi dice qualcosa sulle fonti del Signore degli Anelli, poi cita Eliade, de Turris, Polia, Junger, Izzo, e chiude parlando delle radici profonde che non gelano, dimostrando in conclusione ben poca fantasia.

Petrocelli tratta di "Bene e Male in Tolkien". Non è certo il primo saggio su questo argomento o con questo titolo, ma come quasi tutti quelli che l'hanno preceduto ha un gravissimo difetto: parla del Male, ma non del Bene.

Mastromatteo scrive due pagine: le ho rilette almeno cinque volte, ma ancora non ho capito cosa voglia dire.

Triggiani, per svelare le vene sotterranee della Tradizione in Tolkien, mischia simboli, interpretazioni ed imprecisioni in un confuso centone, per giugere infine a dire che "ha ragione de Turris": non era meglio allora mettere direttamente un secondo saggio di de Turris, che almeno scrive bene?

De Feudis compie l'ennesima (la terza solo in questo libro) rievocazione del clima politico-culturale degli anni '70 nei quali il Signore degli Anelli è stato in Italia "adottato" dalla Destra (nota: a pag. 44 gli sfugge un "neofascisti"). Rispetto ad altre rievocazioni è più interessante, dato che riporta ampi brani di Croppi (uno degli ideatori e organizzatori dei Campi Hobbit). L'articolo non è rigorosissimo (a mio avviso anziché citare un critico che riferisce ciò che Tolkien "ha sempre detto" sarebbe meglio riportare le parole di Tolkien), ma la sua chiusura sui rischi della commercializzazione di Tolkien è del tutto condivisibile.

Dato il tono di generica stroncatura che questa recensione ha preso, non voglio disorientare il lettore cambiando all'improvviso registro, e mi limito a citare brevemente gli ultimi tre saggi (che comunque non sono male).

Respinti parla a lungo e diffusamente della dimensione cattolica dell'opera di Tolkien.

Cardini si sforza di contestualizzare i termini "destra" e "sinistra" quando sono applicati a Tolkien.

Giuliano fa il riassunto del suo libro.


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