La verità su Tolkien

Perché non era fascista e neanche ambientalista

Copertina

di Alberto MINGARDI e Carlo STAGNARO
Roma, 2004, Liberal edizioni
ISBN: 88-88835-07-5
Br, dim. [hxl]: 210x140, pagine: 176, prezzo: € 18,00
Copertina: Illustrazione di Alan Lee



Risvolto di copertina

Pubblicato in Italia nel 1970 da una casa editrice che aveva fama di essere "di destra" (la Rusconi), Il Signore degli Anelli trattava di temi allora ritenuti "sconvenienti", tanto che i chierici della sinistra marchiarono il romanzo con la solita etichetta: "fascista". Gli intellettuali di destra, d'altro canto, ebbero gioco facile nel tentare di appropriarsi del libro. Più recentemente si è scritto che Tolkien fosse un "proto-ambientalista".
Questo libro non vuole essere né una guida né un'introduzione a Tolkien, vuole fare giustizia, raccontando la sua vita e i passi della sua vicenda letteraria e umana, di tutti i tentativi di appropriazione politica indebita di cui il grande scrittore è stato ed è tuttora oggetto.


Quarta di copertina

Un libro che rende giustizia all'autore del "Signore degli Anelli" contro tutti i tentativi di appropriazione politica indebita di cui è stato oggetto. Una sfida alla vulgata comune, per restituire a Tolkien ciò che è di Tolkien.


Indice

    Introduzione
    
    Una vita normale
    Un anello per domarli
    Il Medio Evo della Terra di Mezzo
    Un'epica cristiana
    
    Conclusioni
    
    Bibliografia

Il commento di Cla

COMMENTO: ho iniziato a leggere il volume con un certo scetticismo, visto il titolo molto pamphlettistico, per non parlare del sottotitolo, abbastanza self-explaining, "Perché Tolkien non era fascista e neanche ambientalista". Devo invece dire che l'ho letto con grande piacere e interesse.

PREGI. Gli autori affrontano l'annosa questione dell'identità politica di Tolkien, tema questo molto "caldo" in Italia e molto meno sentito all'estero. Lo fanno tuttavia con una notevole competenza centrando a mio avviso alcuni punti fondamentali per la comprensione di Tolkien stesso. Legano infatti l'anti-modernità di Tolkien non tanto nell'avversione verso la scienza o la tecnica, quanto verso lo Stato Moderno (con tutte le implicazioni politiche conseguenti) [pp. 62 sgg]. Da qui la dimostrazione della tesi sostenuta nel sottotitolo: Tolkien non era fascista nè ambientalista (nè socialista né nazista ecc...), ma era semplicemente un uomo che condivideva la filosofia politica medievale, ivi incluso il concetto di "feudalesimo" (quello "vero" e non le banalizzazioni che si sentono da ormai 250 anni e frutto di una totale ignoranza della storia). Molto interessanti anche le pagine dedicate all'"epica cristiana" di Tolkien.

DIFETTI. Forse il principale è proprio l'aver scelto come tema la vexata questio sul colore ideologico di Tolkien, che alla fin fine non interessa molto lo studioso.


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