Il bestiario di Tolkien

Copertina

di David DAY
Traduzione: Bruno Oddera
Titolo originale: A Tolkien bestiary (1979)
Milano, 1979, Bompiani
ISBN: n.d.
Ri/Sc, dim. [hxl]: 280x215, pagine: 288 (ill. b/n e col.), prezzo: Lire 30000
Copertina: illustrazione di Ian Miller

Illustrato da: Ian Miller, Michael Foreman, Allan Curless, Lidia Postma, John Blanche, Pauline Martin, Sue Porter, Linda Garland, Victor Ambrus, John Davis, Jaroslav Bradac



Note di copertina

In principio fu Eru, l'Uno, colui che Dimorava nel Vuoto. Egli creò Arda e con essa la Terra di Mezzo e le Terre Imperiture e popolò il mondo cui aveva dato vita.
Più di cento sono i kelvar e gli olvar che vissero e vivono nel mistero della Terra di Mezzo e delle Terre Imperiture. Nel linguaggio degli uomini di oggi i kelvar e gli olvar sono detti "bestie, stirpi, razze, popoli, flora e fauna", giacché l'idioma comune non possiede la vigorosa pregnanza della Lingua Corrente dei paesi occidentali della Terra di Mezzo e delle Terre Imperiture.
Molte ere sono qui riunite, giacché i kelvar e gli olvar descritti in questa teratologia non furono contemporanei: molti secoli e a volte milenni li separarono, ma grande fu la loro potenza e la loro memoria non si è perduta nel tempo.
Nel Libro Rosso dei Confini Occidentali è narrata la storia di molti di loro. Essi combatterono e si combatterono per il Bene e per il Male, nacquero, vissero e morirono e generarono la loro discendenza nei secoli.
È, questo il doveroso tributo delle genti di oggi al glorioso passato di Arda, il doveroso riconoscimento ai discendenti dei discendenti che ancora popolano la Terra di Mezzo e le Terre Imperiture, il doveroso omaggio alle stirpi che nei secoli si consumarono e non lasciarono il loro seme, il cui ricordo però è ancora vivo come la fiamma degli Uruloki di Morgoth.


Indice

    Premessa dell'Autore
    Elenco delle illustrazioni
    Mappa della Terra-di-Mezzo e delle Terre Imperiture
    Cronologia della Terra-di-Mezzo e delle Terre Imperiture
    Cronologia dei Regni della Terra-di-Mezzo nelle Ere del Sole
    Bestiario delle Bestie, dei Mostri, delle Razze, delle Divinità e della Flora
    Genealogie delle Razze e dei Regni di Uomini e Elfi
    Indice delle fonti principali
    Indice dei nomi

Il commento di Soronel

1) Il libro come oggetto

Il Bestiario di Tolkien (io ho la seconda edizione Bompiani, 1987) si presenta come un libro di formato grande, con copertina rigida, realizzato in grande economia: la fodera della copertina è in carta da pacchi, la rilegatura è approssimativa, ed il correttore di bozze è al momento sotto processo per attentato all'ortografia ed all'onomastica.


2) Alcuni errori non corretti (qui Day è probabilmente innocente)

Ereghon/Eregion
Telperio/Telperion
Beniadar/Ben Adar
Turambor/Turambar
Ghan-buir-Ghan/Ghan-buri-Ghan
Vi sembrano pochi e poco importanti? sono solo quelli che ho trovato nell'indice delle figure!
La traduzione è di Bruno Oddera, il quale tanto per fare un esempio traduce "Strider" con "il Lunghipassi". Aridatece Supervicky!


3) I contenuti (qui invece Day è sicuramente colpevole)

Una voce a caso: balrog. Dal Bestiario apprendiamo che erano "enormi e goffi". Strano, a me sembra che quello incontrato da Gandalf fosse piuttosto agile, ma forse lo era solo in confronto al vecchio stregone... (eh, l'artrite!). Inoltre veniamo a sapere che "l'arma principale dei Balrog era la pluriforcuta frusta di fuoco". Pluriforcuta? Ma siamo impazziti?
Un'altra verità rivelata da questa autentica Bibbia è che Beorn poteva probabilmente mutare forma grazie ad una formula magica tramandatagli dal suo lontano antenato Beren (che si era mutato in lupo).


4) Le illustrazioni

Non sono un esperto di illustrazioni, quindi l'unica cosa che posso dire dei molti disegni è che alcuni non mi sembrano male, mentre altri non mi piacciono affatto (in particolare quelli di Ian Miller). Questa però è solo un'opinione.


5) La mia conclusione

Purtroppo la scarsa professionalità con cui il libro è stato realizzato dall'editore italiano, e la giusta indignazione dell'appassionato tolkieniano che se ne accorge, finiscono per mascherare il vero difetto di questo libro: che è completamente inutile! L'ho letto tutto, e non sono riuscito a trovarvi un solo concetto, una sola idea che fosse originale. L'autore dice nell'introduzione di aver voluto realizzare un Bestiario simile come idea a quelli che si realizzavano in europa nel Medioevo e nel Rinascimento, ma secondo me ha dimenticato un particolare fondamentale: quelli avevano una ragione di essere, dovuta al fatto che i lettori europei non avevano alcun modo di vedere i luoghi e gli animali dei quali si parlava, né tantomeno di leggere descrizioni di prima mano di come fossero fatti. Sulla Terra di mezzo, però, noi una descrizione di prima mano la abbiamo: è quella di Tolkien. Il Bestiario di Tolkien avrebbe avuto un senso solo se il Signore degli Anelli fosse stato un libro ahimè perduto, del quale si conservassero ancora pochi frammenti; tuttavia per essere un vero Bestiario gli manca una caratteristica fondamentale: un po' più di fantasia.


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