Il regno dei Signori degli Anelli

Mito e magia del Santo Graal

Copertina

di Laurence GARDNER
Traduzione: Franco Ossola
Titolo originale: Realm of the Ring Lords (2000)
Roma, 2001, Newton & Compton (I volti della storia 100)
ISBN: 88-8289-610-2
Ri/Sc, dim. [hxl]: 230x155, pagine: 366 (ill. col. f.t.), prezzo: Lire 29900 € 15,44
Copertina: Alessandro Tiburtini



Note di copertina

La straordinaria storia dei Signori degli Anelli, di cui troviamo un'eco nel Signore degli Anelli di J.R.R. Tolkien, è stata in gran parte consegnata alla leggenda e allo sbiadito ricordo di grandi battaglie tra il Bene e il Male. Avvolta tra le nebbie di enigmi soprannaturali, essa sopravvive nelle favole e negli affascinanti racconti di fate ed elfi, di streghe e vampiri.
Non è certo un caso che le storie più conosciute e amate del ciclo del Graal sono quelle che narrano dell'anello d'oro di Ginevra e di quell'ideale "anello di ferro" rappresentato dai Cavalieri della Tavola Rotonda nelle loro armature. Quando quell'anello si ruppe, il Paese cadde nel caos e le forze delle tenebre regnarono sulla Terra.
Il fascino di queste storie deriva dal fatto che ancora oggi sentiamo parlare in esse una verità profonda. Ma quella verità è stata distorta e nascosta. Gli antichi guardiani della nostra civiltà, i nostri veri progenitori, gli Illuminati, non hanno mai trovato posto nella cultura accademica. La loro stessa esistenza, la loro realtà, è stata negata. Si è cercato di cancellarne la memoria e, di conseguenza, anche la storia. Eppure, il regale dono della nostra civiltà ci viene da un tempo e da un luogo che potrebbe essere chiamato "Terra di Mezzo", che ancora traluce attraverso le brume lontane del Regno dei Signori degli Anelli.


Indice

    Prefazione. Mito e magia della ricerca del Graal
    
     1. L'Anello e il Graal
     2. Un'eredità dannata
     3. I Risplendenti
     4. Il Ciclo dell'Anello
     5. L'alba delle regine Dragone
     6. I signori della guerra dei Pict-Sidhé
     7. La fonte di Melusina
     8. La Tavola Rotonda
     9. La Terra degli Elfi
    10. Il giglio e la rosa
    11. Robin del Bosco Verde
    12. L'Anello delle Streghe
    13. Satana e il Natale elfico
    14. La Regina delle Fate
    15. Lorna Doone
    16. La maledizione del licantropo
    17. Il crepuscolo del vampiro
    18. Il portale di Dracula
    19. Al di là della foresta
    20. Il Regno dei Signori degli Anelli
    
    Appendici
    I. Pen Draco Insularis
   II. La donazione di Costantino
  III. L'eredità senza tempo di Tolkien
   IV. Giovanna d'Arco
    V. La Contea di Huntingdon
   VI. Robin Hood e la tenuta verde
  VII. Scomunica di Elisabetta
 VIII. L'eredità magiara dell'Ungheria
   IX. Rime e storia
    X. Tavole genealogiche
    
    Ringraziamenti
    Bibliografia
    Indice analitico

Il commento di Soronel

Scrivere una vera recensione va al di là delle mie capacità in questo momento e per questo libro, e d'altra parte non l'ho ancora finito (sono ancora a metà, ma ogni tanto mi devo fermare a ridere sonoramente), quindi mi limiterò ad un elenco di mirabili affermazioni che costituiscono il nucleo del discorso di Gardner.

1) Tutti i mali del mondo occidentale (non escluso il cancro) sono colpa della Chiesa, ed in particolare della fraudolenta Donazione di Costantino. Questo documento ha legittimato falsamente le intromissioni della Chiesa nella conduzione degli affari temporali tra il 751 ed il 1924. Solo in quell'anno infatti è stato pubblicato un commentario che denunciava la falsità della Donazione; a differenza di alcuni precedenti tentativi di demistificazione, questo è stato pubblicato negli U.S.A. e non in Europa, quindi la Chiesa non ha potuto fare nulla per metterlo a tacere.

2) La regalità legittima un tempo si trasmetteva per via matrilineare, perché solo dalla madre il nascituro riceve il DNA mitocondriale.

3) La linea della regalità legittima (linea del Sangreal) parte dalla Scizia, attraversa Sumeria, Mesopotamia, Egitto, Palestina, ed arriva finalmente in Francia e Scozia.

4) I Celti non esistono, e non sono mai esistiti.

5) Elfi, Pixies, Banshees, Gnomi, Goblin, Lepricauni sono solo i nomi di alcuni clan degli Sciti.

6) Lancillotto du Lac non significa "del Lago", bensì "della Lacca". La Lacca è la secrezione di una pianta che si trova nelle Isole Canarie, e viene anche chiamata "sangue di Drago", quindi il nome di Lancillotto è un riferimento al Pendragone.

7) La Union Jack (la bandiera inglese) è una trasformazione del simbolo della Rosi-crucis.

8) Chiunque si chiami Alberico ha sangue elfico nelle vene.

9) In Appendice è riportato un albero genealogico che parte da Tiamat (una Dea mesopotamica) ed arriva fino a Edward de Vere, diciassettesimo Conte di Oxford, morto nel 1604. Nel mezzo troviamo tra gli altri: Adamo ed Eva, Caino, Set, Enoch, Matusalemme, Noè, Zarathustra, Nimrod, tutti i faraoni dalla seconda alla diciassettesima dinastia (comprese), Giacobbe, Davide, tutti i Fir Bolg ed i Tuatha de Danann, Giuseppe, Maria, Gesù, Maria Maddalena, tutti i Merovingi, tutti i Carolingi, tutti i Capetingi, Goffredo di Buglione, Robin Hood.

...E Tolkien? Sfogliando la poderosa bibliografia del volume, l'unica citazione tratta da un'opera di Tolkien è il distico dell'Anello. Ogni altro riferimento a Tolkien ed alla sua opera è tratto di seconda mano da "L'Anello di Tolkien" di David Day.

La parola Tolkien nell'Indice Analitico ha 12 riferimenti; esattamente altrettanti ne ha la ghiandola pineale.

È sufficiente leggere il riassunto che del SdA viene fatto da Gardner nel Capitolo 1 per convincersi del fatto che questi non ha MAI letto l'opera.

Per quanto riguarda la seconda metà del libro (che non ho ancora affrontata), sfogliando l'indice si evince che parla principalmente di Robin Hood e di Dracula.


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